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Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

Nous n'avions plus de nouvelles de Corrado Sardella, alias Doracor (anagrame de son prénom) depuis la sortie de "Lady Roma" (2008), que nous avions malheureusement zappé à la rédaction, malgré notamment la présence en guest de Ian Mosley, le batteur de Marillion ! Il faut dire que l'artiste italien est prolifique, n'ayant pas moins produit 9 albums depuis 1 995 ("Wanderlust" comprenant des démos datant de 1 995/1 996, "The long pathway" (1997), "Segni premonitori" (1998) (cf. Koid'9 n° 27), "Antiche impressioni" (1999) (cf. Koid'9 n° 31 ), "Transizione" (2001 ), "Evanescenze" (2005), "Onirika" (2007) (cf. Koid'9 n° 62), "Lady Roma" (2008) et "La vita che cade" (201 1 )). Sachez que tous sont écoutables en intégralité sur son site internet, très bien fait par ailleurs. Le présent album a été enregistré entre Rome et Naples de fin 2008 à mi 201 0. Le line-up n'a pas changé depuis le dernier album: Corrado Sardella (Keyboards, Synths), Riccardo Mastantuono (Guitars, Violin), Milton Damia (Vocals, Lead Guitar sur un titre), Vincenzo Antonicelli (Tenor & Soprano Sax), Claudio Paglierini (Bass), augmenté d'un nouveau en la personne de Nicola Di Già (Noise & Ambient Guitars). Comme d'habitude, les batteurs font partie des (nombreux) invités: on en compte pas moins de 6 pour 11 morceaux! Enfin, Ivano D'Ortenzi chante sur un titre et Gianluigi Giorgino joue de la guitare sur un autre. L'album compte pas moins de 11 titres, de durées variables (entre 2 et 13 minutes) et commence fort avec le plus long epic du disque "Settimo Cielo" subdivisé en 5 sous-parties. Depuis le dernier album, Corrado a enfin compris qu'il valait mieux pour lui prendre un ou des batteurs invités que de tout programmer lui-même. Grand bien lui fasse car son principal défaut est désormais gommé. Nous nous trouvons donc devant un disque de claviériste, bien sûr (les références à Tony Banks sont évidentes) mais pas seulement. On sent véritablement un groupe derrière, habitué à jouer avec le maestro. La guitare est Hackettienne, le violon magique, le sax volubile et jazzy, la section rythmique à tomberm sans parler des guitares trafiquées qui rajoutent encore à l'ambiance. Le claviériste est un grand fan de Genesis et cela s'entend, par des compositions alambiquées mais toujours accessibles à la "Wind & Wuthering", qui doit être son album de chevet! Quelques réminiscences de Rick Wakeman parsèment également l'album, mais beaucoup moins que par le passé, ce qui enlève ce côté un peu trop pompeux du claviéristem Un bien bel album, pas loin du chef d'oeuvre de l'artiste.

Renaud Oualid


Doracor is the pseudonym for keyboard player Corrado Sardella. It's an anagram of his first name. La Vita Che Cade is already Sardella's ninth album! The previous albums primarily contained instrumental symphonic music on a cinematic base. On the new album Doracor is supported by Riccardo Mastantuono (guitars, electric violin), Milton Damia (vocals, guitars), Claudio Paglireini (bass), Vincenzo Antonicelli (sax) and Nicola Di Gia (noise, ambient guitars). Moreover, he asked six guests musicians to play the drums among others, and for some extra guitar and vocal parts.

The first song Settimo Cielo is a twelve-minute epic. In this piece you can enjoy chanting monks, a dramatic arranged guitar solo, a traditional classical orchestra, a short piano recital in the vein of Tony Banks, a jazz guitar that sounds like late-night music for a diner by candle light, a fast played IQ-like synth solo and finally elements of the final part of Genesis's Wind And Wuthering including a brilliant guitar solo in the vein of Steve Hackett. How varied will you have your prog rock albums? And this is just the first track of La Vita Che Cade ! The title track is a mixture of the music of bands like Japan and King Crimson, a short but rather irritating violin, Italian voices singing in the classical opera style and fast played synth solos. Dentro Il Tuo Mondo is a typical Italian ballad also sung in Italian; in fact it's more pop music than prog rock, so you have to think of artists like Eros Ramazotti or Claudio Baglioni. However, the final part of the song contains an outstanding guitar solo. In the short instrumental Cosi Lontani Quei Giorni'romantic' is the keyword. Uno Goccia D'Aqcua starts with the soundscape of a circus coming to town followed by modern up-tempo prog in the vein of Dutch For Absent Friends and British Credo with great piano and guitar playing in the middle-section. Even the two saxophone solos perfectly fit in this song.

Another traditional Italian ballad is Ritnami Il Respiro. Since I love Italian music, culture and food I have no problem at all with this one. However, I think not all prog devotees will enjoy it, but try to imagine yourself lying on a sunny beach with a glass of wine in your hand and a beautiful girl just next to you! Again the combination of synths, guitar, sax and drums is of a high level. Inanna, one of longest tracks, is an up-tempo instrumental that reminds me of the Genesis And Then There Were Three / Duke era and Porcupine Tree. The individual skills of the musicians provide for a wonderful musical painting. The last part is cinematic with lots of piano and accompanied by Antonicelli's sax. Nel Silenzio Del Tempo is romantic with some dramatic church organ parts, modern synth and guitar solos and a Floydish sax solo. It seems a strange combination, but it's very well played and arranged. Lentamente is again a typical Italian prog song containing dramatic voices and beautifully arranged orchestrations. It's like watching a romantic movie or the beautiful Italian landscape. An outstanding guitar solo is the cherry on this excellent baked Italian cake! The last two minutes have been reserved for the epilogue with a piano and the sound of thunder and rain. Doracor is one of the biggest musical surprises of 2011 that made it more difficult to put together my personal top ten.

Cor Smeets


In circa quattordici anni di carriera e con otto album pubblicati Corrado Sardella, in arte Doracor, può quasi certamente ritenersi soddisfatto dei risultati ottenuti con la sua musica. Ovviamente non stiamo parlando di grossi riscontri di vendita e orde di fan in delirio ma date le difficoltà che incontrano tante band a produrre un disco, che spesso rimane l’unica testimonianza della propria attività, la costanza dimostrata dal musicista romano durante questi anni, unita ad una generale buona qualità dei suoi lavori ed al supporto di un’etichetta che gli dà fiducia, è encomiabile. E così, dopo aver raggiunto l’apice compositivo (almeno per chi scrive) con “Lady Roma”, a distanza di tre anni ecco che “La vita che cade” torna a proporci il consueto tripudio di suoni digitali, melodia, sinfonismo, assoli di chitarra e synth, epici passaggi strumentali e testi permeati da una piacevole ingenuità.
Lo stile di Sardella è immutabile ma solido e senza compromessi, tale da garantirgli la classica definizione di artista che “si ama o si odia”, senza vie di mezzo. Se avete quindi apprezzato le precedenti prove discografiche a nome Doracor non rimarrete delusi da “La vita che cade”, che inizia con uno dei più bei brani scritti dal tastierista. “Settimo cielo” è un concentrato di estetica sardelliana: melodico, sovrabbondante, trascinante e intenso, un tripudio strumentale di synth sapientemente scritto e arrangiato in uno stile che deve molto a quello di Tony Banks. Molto bella anche “La vita che cade”, con il suo inizio malinconico, i passaggi melodici, la bella voce del fidato Milton Damia e la chitarra di Riccardo Mastantuono, che nel disco si occupa egregiamente di quasi tutte le parti di questo strumento, oltre che del violino. “Planet X” abbraccia territori prog-metal, ammorbidendoli per adattarsi al Doracor-sound, ma rappresenta comunque il brano più serrato e rockeggiante di tutto l’album. Dopo una tripletta iniziale di notevole valore, il resto del disco si rilassa nella pura melodia di “Dentro il tuo mondo” e “Ritmami il respiro”, che pagano il pegno alle influenze cantautoriali di Sardella, mentre “Una goccia d’acqua”, pur con una costruzione complessa e ritmata, denota un incedere leggermente anonimo. Il lungo strumentale “Inanna” riesce a riscattarsi, anche se non arriva alle vette iniziali, proprio come “Nel silenzio del tempo”, che combina egregiamente atmosfera e melodia, e “Lentamente”, che guida l’album in un lungo crescendo enfatico verso la chiusura.
“La vita che cade” è a mio avviso, nel complesso, un gradino sotto il precedente “Lady Roma”, ma è alla pari con esso in alcuni episodi, primo fra tutti l’iniziale “Settimo cielo”, che da solo vale quasi l’acquisto dell’intero disco. Il lavoro compiuto da Doracor è in ogni caso ottimo, molto professionale e curato, con una scelta dei suoni scrupolosa, suddivisa tra i molteplici timbri delle tastiere e quelli occasionali di sassofono e violino. I tanti ospiti presenti contribuiscono a rendere viva la musica anche per quanto riguarda la sezione ritmica, la cui artificiosità era uno dei difetti principali degli album di Sardella sino ad “Onirika”.
Ancora una volta le capacità compositive, la perizia strumentale, la cura negli arrangiamenti e nei suoni, sono i segni distintivi della musica del tastierista romano. Mancano novità evidenti, soprattutto a confronto del precedente lavoro, del quale questo nuovo album può sembrare una sorta di gemello musicale, ma questo non è necessariamente un difetto.

Nicola Sulas

 


La vita che cade (2011, 68-minutes, digipack) continues the string of great albums made this century by the Italian band Doracor. The music is again a mix of Genesis, romantic Italian prog, and IQ-style neo-prog, with melodic sax a nice touch on several songs. The Genesis influence is not retro or copyist as with The Watch but rather takes off from the Wind and Wuthering period, using vintage keyboard sounds but not ignoring more modern instruments, not trying to sound like a tribute band. The classic Italian prog comes in mostly via the warm Italian vocals. This is a superb, well-crafted album: majestic, romantic, and stirring. You can find several songs on YouTube, start here. See our Italian page for many more Doracor CDs and more info.


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di Già
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute