Doracor Official Website | Transizione - Page 2

Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

Più che di... transizione, questo sembra essere l’album definitivo da parte di Corrado Sardella, in arte Doracor. Dopo alcuni (ottimi) album serviti per crescere come compositore e arrangiatore, ma anche per crearsi un nome nell’ambito del progressive e per radunare attorno a sé un numero di musicisti, ecco arrivare quello che, se qualcuno non vuole parlare di capolavoro, secondo me rappresenta il top di quanto  Corrado voleva raggiungere quando si è lanciato con le sue prime composizioni su demo-tapes che faceva ascoltare agli amici. Una summa progressiva, ove si passa da sonorità e ritmiche quasi new Prog, a sinfonismi barocchi e pomposi che potrebbero trovar posto in un album di  Pär Lindh, a momenti più variegati in cui violino e flauto creano degli inserti che, come dei jolly, ci meravigliano col loro apparire. Certi momenti, non solo quelli più cupi, ci portano alla mente anche il Balletto di  Bronzo. Il gruppo di musicisti che Doracor si è creato alle spalle appare ben guidato ed offre il prioprio contributo egregiamente; l’unico appunto che mi sento di fare riguarda la registrazione della batteria, troppo secca. Pochi appunti invece da muovere nei confronti della musica, propostaci sotto forma di due suite (la prima di quasi 27’, la seconda poco meno di 18’) e una composizione più breve. Essa si presenta come detto variegata al punto giusto, ma senza mai perdere di vista né il senso della melodia, né il nesso logico tra una parte e l’altra, pur conservando una certa complessità ed articolazione dei temi musicali. Un album in definitiva che solleticherà (molto) piacevolmente le papille gustative di coloro per cui il Progressive  è essenzialmente sinfonico, senza tuttavia lasciare in bocca troppo sapore dolciastro causato da un errato uso di tastiere ed atmosfere magniloquenti; pur giocando senz’altro sopra le righe, la dosatura degli ingredienti appare sicuramente giusta!

Alberto Nucci


With the main intention to revive the glory of bands such as PFM, Banco and Il Balletto di Bronzo, it is mainly  Corrado Sardella who gathered some friends around him, baptised them as Doracor and started composing glorious melodic, analogue compositions. Sadly, in all his efforts and enthusiasm Corrado  doesn't seem to find a decent drummer, deciding to also take the drum parts under his wing, resulting in the weaker part of the album. The album starts in an ambitious way with the 26' long epic "Cavaliere Del Destino." Composed out of eleven separate parts, this piece combines operatic voices, violin, flute and bombastic keyboard passages into a rich tapestry of musical delight. Very early in the composition the synths already come close to the  Genesis from around the Wind And Wuthering period. Introducing the strong female voice of Louisa  seems to be a good choice here, which perfectly contrasts with violin, guitar and keyboards. The main melody pops up all over the place making it clear the entire album is in fact a contemporary opera in which every single instrument takes its particular place in order to deliver every aspect one associates with an opera. Certain orchestral parts come close to the subtle aproach of Saint-Preux  or the unique class of The Enid. In places these different parts segue better into one than others, so to be honest the 26' offered here could have been a fantastic 15' if all the unnecessary trimmings had been thrown away before the final mix.

In fact the entire album consists of just three pieces: the aforementioned 26:43 "Cavaliere Del Destino"; the 7:12 "Luce Ed Ombra" and the 17:44 long "Transizione." "Luce Ed Ombra" is mainly an acoustic composition where acoustic guitar, flute and violin free the way for a more powerful approach, where a repetitive electric guitar accompanies strings and synths. The final piece "Transizione" once again consists of eight individual pieces woven together to form one large piece. The song opens with the warm mediterranean acoustic guitar theme "Intro" before some Satriani-like pyrotechnics are demonstrated in "Vedere." One can ask if the strong voice of Louisa does indeed fit this music here, as she comes close to Gianna Nanini, as opposed to delivering more mellow, more melodic vocals which would complement the music much better. "Guardando Lontano" continues introducing a nice medieval feel before more strings guide this song towards its instrumental grand finale, which once again contains a fair bit of The Enid.

Sure there are some tasty bits on this album, but you can hear its the idea of just one man, written and conceived without the feedback of a third party. First of all the drums should have been done by someone else, whereas certain parts should have been removed altogether. However, hopefully we have to see this Doracor as a very first effort which benefits from critics like this one in order to shape a second album in a much more mature way. The talent is already there so the rest shouldn't be too much of a problem!

John "Bo Bo" Bollenberg


"Transizione", quarto album per Doracor, alias Corrado Sardella, tastierista romano di buone capacità, è una vera manna dal cielo per qualsiasi amante del rock sinfonico. Le due lunghissime suite "Cavaliere del destino" e "Transizione" inglobano tutto ciò che si apprezza del genere: introduzione d'atmosfera classicheggiante, cambi di tempo e di atmosfera continui, eleganti melodie vocali con alternanza del cantato maschile e femminile, lunghi momenti strumentali che mostrano la maestosità delle tastiere, ma spazio anche alla delicatezza del flauto e del violino, a leggeri arpeggi di chitarra acustica o a qualche momento più energico con protagonista la sei corde elettrica. Insomma, dei veri e propri pieces de resistence, costruiti egregiamente, che contengono tutti i crismi del filone più sinfonico e che non annoiano mai. Tra le due suite, poi, ritroviamo anche i sette minuti di "Luce ed ombra", un delizioso tassello romantico ulteriore riprova delle qualità di Doracor, tastierista bravo sia nelle più classiche ed altisonanti "cavalcate", sia in quei frangenti più profondi e riflessivi. Tutto perfetto? Non esattamente: quella batteria campionata, fredda e inespressiva, fa gridare vendetta e il cantato maschile non convince del tutto, ma non credo che bisogna raggiungere la perfezione assoluta per poter apprezzare un disco del genere. Ribadisco che "Transizione" è un ottimo lavoro di rock sinfonico e, pur con questi difettucci appena evidenziati, non tarderà a farsi apprezzare dai fanatici del sound che trent'anni fa era portato avanti da Keith Emerson e Rick Wakeman.

Giuseppe Di Spirito "Peppeprog"


イタリアのキーボード・シンフォ系、Doracorの 4作目。初期の一人多重録音から、前作より男女Vo、ギターなどのゲストを迎えたバンド志向に転じた彼らですが、本作ではフルート、ヴァイオリンを加えた更に大掛かりな編成となって、より色彩感に富んだ音像。朗々とした男女Voや伸びやかなギターも印象的ですが、矢張り主役は中心人物コラッド・サルデッラの華麗なkbdワーク。大曲志向ですが、アコースティックも交えた起伏も十分。一気に聴かせる快作!


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di Già
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute