Doracor Official Website | Transizione

Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

Doracor is one of the lesser known symphonic prog bands coming from Italy, and I wonder why, but with already 20 years career so far. Their music is challenging, intresting and very well written and with plenty of memorable passages. Doracor's fourth release from 2001 named Transizione issued at famous Mellow records label, is a very worthy album. SYmphonic prog of the highest calibre is to be found here, are only 3 pieces, but very lenghty, with opening track Cavaliere del destino clocking around 27 min, but what a brilliant and inventive pieces, elaborated music. Nice mood, lots of instrumental sections, bombastic arrangements in parts, strong guitars and awesome keyboards, just to say in few words, but overall is much more , every one intrested in great italian symphonic prog must listen to this band, they really kick ass. I like a lot the vocal parts, combined with the music is top notch result. I also enjoy the guitar parts, very good and very Steve Vai in aproach, some intresting nice solos and overall arrangements. Flute and some violin appears here and there giving a more elaborated sound, in some parts remind me of Kansas more recent albums, but combined with that elegant refined italian atmosphere. So, ovearll a very worthy album, one of the best I've heared from italian school.

Bogdan Olariu


Doracor è l'anagramma di Corrado Sardella, simpaticissimo tastierista romano (nonchè bassista e autore di tutte le tracce di batteria), che avvalendosi della collaborazione di ottimi musicisti crea la propria band, i Doracor appunto. Nel corso della carriera è andato sempre migliorando arrivando a personalizzare sempre più il suo stile in continua alternanza tra romanticismo e melodia.

La Carriera

1997 : The Long Pathway
1998 : Segni Premonitori
1999 : Antiche Impressioni
2001 : Transizione
2005 : Evanescenze

Il Disco

Il lavoro che ha dato notorietà a Corrado è frutto di uno straordinario coordinamento e sincronizzazione da parte di Sardella e dei suoi compagni d'avventura: in primis il bravo e fidato Milton Damia (voce e chitarra) coadiuvato in modo ineccepibile da Luisa Ladu (voce) e Massimo Farina (voce). Ottimi contributi vengono anche da Pierfrancesco Drago (flauto traverso), Riccardo Mastantuono (violino elettrico e chitarra acustica) e i chitarristi Nico Di Già e Marco Fedele. Tutte le musiche sono di Corrado Sardella mentre i testi (molto poetici) sono opera esclusiva di Tommaso Quattrocchi.

Cavaliere Del Destino

Suite di quasi 27 minuti.
Divisa in 11 parti, la composizione inizia con una intro strumentale in puro stile Doracor: atmosfere sinfoniche di ampio respiro dove la chitarra elettrica sembra recitare un ruolo di protagonista ma che, in verità, è alle direttive dei synths di Corrado. La seconda parte, contraddistinta dai controtempi della batteria e dai piccoli squarci di flauto di Drago, sembra essere un ode contrastata da sentimenti di speranza e amare constatazioni della realtà. La timbrica vocale di Farina è sempre gradevole e la sua interpretazione si concretizza in una partecipazione emotiva decisa ma mai troppo teatrale. Nella terza parte facciamo conoscenza con la voce della Ladu che risulta essere piacevole e che "lancia" Corrado per delle fughe strumentali di notevole spessore qualitativo. Noto con piacere alcune espressioni tastieristiche riferibili a Wakeman che s'intersecano armonicamente con la melodia. Nel proseguimento della suite, non mancano accellerazioni alternate a momenti più statici, con spunti melodici notevoli (peccato per l'uso della batteria elettronica): la settima parte "Il Giorno Dopo" è esemplare a tal fine.
D'atmosfera la parte successiva che funge da "ponte" verso una parte strumentale (tra le più belle dell'intero lavoro) dove Corrado ancora una volta dà sfoggia di tecnica, creatività e senso della melodia. Ci si avvicina così verso la parte finale dove ritroviamo la gradevole voce di Luisa (Un gioco che finisce) che forse accusa una timbrica un pò troppo fine per il genere di Corrado. Farina si dimostra a suo agio e di questo passo arriviamo, con soddisfazione, al finale dove la venditrice di sogni chiama Corrado e lo libera da tutte le ossessioni e i richiami del tempo.

Luce ed Ombra

L'inizio di Fedele (chitarra acustica), Drago (flauto) e Mastantuono (violino), esprime una dolce sensazione di sottile eleganza mista ad influenze folk che viene, poco dopo, avvolta dalla sinfonicità di Corrado e dai suoi synths mai troppo barocchi o magniloquenti. Quando Damia irrompe dolcemente, il brano acquista maggiore solidità e il testo rispecchia le emozioni di un artista che osserva sè stesso all'interno del proprio diario notando luci ed ombre che uniscono le sue emozioni e il modo di considerare la propria vita. Una poesia che è anche un inno alla vita e che viene reso alla meglio dalla melodia creata da Corrado, in perenne bilico tra dolcezza e fantasia, tra sogno e realtà.

Transizione

Suite di quasi 18 minuti.
Dopo un inizio acustico simil Genesis di Mastantuono, la struttura melodica inizia a prendere forma.
Qui è Luisa ad interpretare la parte di protagonista. Stavolta la sua interpretazione è più convinta (Nell'Irreale) ed è magicamente sostenuta da Corrado che ricama passaggi solistici davvero incisivi e piacevolissimi con scale, ancora una volta, debitrici a Wakeman. Nella parte finale, la suite si tramuta dipingendo atmosfere che variano da un sound acustico ad un altro più evocativo e di ampio respiro che và lentamente svanendo come se si "guardasse lontano" cercando d'intravedere un'ultima speranza...

GIUDIZIO GLOBALE

Il lavoro che ha permesso a Doracor di avere la meritata visibilità nel mondo prog italiano ed internazionale. Il disco è dominato dal senso melodico di Corrado e le sue strutture compositive non fanno altro che dimostrare questa sua grande dote. Chi ama il progressive senza troppi fronzoli o inutili complicazioni andrà a nozze con questo lavoro. Note dolenti sono la cattiva incisione, che non rende affatto giustizia ad un lavoro qualitativamente rispettabile, e la mancanza di un vero batterista. Nonostante questi difetti, il disco è da avere senza indugi per fare un piacevolissimo e distensivo viaggio nel sound di Doracor, guidati dai poetici e sognanti testi del bravo Quattrocchi, un musicista per l'anima.

Fabrizio Catalano


Wo der Name her kommt, ist schnell geklärt. Denn hinter Doracor verbirgt sich der italienische Keyboarder Corrado Sardella. Ordne ich die Silben des Vornamens in umgekehrter Reihenfolge an – voilá. Transizione ist bereits sein viertes Album, und man kann ihm zumindest schon mal attestieren, dass er sich von Album zu Album kontinuierlich verbessert hat. Anfangs noch gänzlich im Alleingang eingespielt, wird er mittlerweile von diversen Gastmusikern unterstützt.Was aber immer noch fehlt, ist ein leibhaftiger Schlagzeuger. Corrado sorgt nach wie vor selbst für den Rhythmus, und das ist fast immer schon von vorneherein ein Manko. Wenn er sich schon eine umfangreiche Schar an Gastmusikern leisten kann, warum dann nicht auch noch einen Schlagzeuger?
Es wird sicherlich niemanden überraschen, dass Sardella mit seinen Keyboards die Grundausrichtung dieses symphonischen Albums vorgibt. Im Wesentlichen geht es recht melodiös zur Sache. Die Gastmusiker erhalten reichhaltig Gelegenheit, sich einzubringen. So wird ein Grundthema des eröffnenden longtracks „cavaliere del destino“, der in 11 Untertitel aufgeteilt ist, von einer mächtigen, vitalen E-Gitarre aufgenommen, die ganz offensichtlich aus der Heavy-Ecke entstammt. Geige und Flöte sorgen für Abwechslung und unterstützen die klassische Ausrichtung, allerdings gelingt das Zusammensetzen der unterschiedlichen Parts nicht immer optimal, so dass der Fluss des Songs zum Teil recht empfindlich gestört ist. Ausserdem ist der Opener für meinen Geschmack ein bisschen zu lang geraten. Sänger Massima Farina weiß mit kräftiger Stimme zu überzeugen, wenn auch manche Parts etwas überzogen schmetternd oder schmachtend klingen. Ähnliches gilt für Sängerin Luisa Ladu. Im Gegensatz zu den ersten Alben klingt transizione wesentlich ausgereifter und mehr nach Bandarbeit als nach Solowerk, wenngleich auch noch – wie erwähnt – Verbesserungsbedarf besteht. Für diejenigen, die keyboardbetonten symphonischen Italo-Prog mögen, macht das Antesten von transizione durchaus Sinn. Und ich denke – angesichts des bisherigen Verlaufes – dass das nächste Album Doracor noch einen weiteren Schritt nach vorn bringen wird.

Jürgen Meurer


2001 年発表の第四作「Transizione」。内容は、トニー・バンクス系キーボード、ヴァイオリンをフィーチュアしたファンタジックなシンフォニック・ロック。歌もあるのだが、サウンドの印象からは、「物語」というよりも叙景的でアンビエントなニュアンスを感じる。キーボードの演奏は、これまで通り、ラベル、フォーレ系のきわめてクラシカルな本格派にしてバンクス系の波打つようなオスティナートも大好きなのが分かるものだ。さまざまな音色を自在に操って伸びやかに歌い上げる、もしくは小刻みなオスティナートをモザイクのように並べてゆく表現が主であり、攻め、追い込むような表現はほとんどない。攻撃性が感じられないのは、一つには、ハモンド・オルガンがなく、シンセサイザーと教会風のオルガン、管絃、メロトロン風ストリングスが主なせいだろう。そこへ、フラウト・トラヴェルソ、ヴァイオリン、アコースティック・ギターなどのアコースティックな音で素朴かつ古典的なニュアンスを付加してゆく。つまり、スティーヴ・ハケット、アンソニー・フィリップス、ゴードン・ギルトラップらに通じる世界になっている。張りのあるエレキギターもメロディアスな、いい見せ場をもっているが、フィードバック含めなぜか音が LE ORME が最近使っているシミュレータによく似ている。今回は、曲調がクラシカルに振れたときの、ヴァイオリンの存在感がいい。また、イタリア語のヴォーカルがオペラ風に響いてくるのは強みである。さらには、2 曲目のように、クラシカルなプログレにとどまらない英国ロック的な感性もあるようだ。
   作風は今後もこの GENESIS/ハケット-ファンタジー路線を基調としそうな感じだが、個人的には第二作のようなアグレッシヴに圧倒するような演奏スタイルをまた見てみたい。
   ところで、ずいぶんメンバーは増えたが、なぜかリズム・セクションはシンセサイザー経由(実演の可能性もあるが)のままである。コラード・サルデラ氏のこだわりなのかもしれないが、ドラムスの弱さは少し気になる。


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di Già
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute