Doracor Official Website | Onirika - Page 2

Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

Parlare dei dischi di Corrado Sardella (in arte Doracor) non è sempre facile. Conoscendo bene tutta la sua discografia posso arrivare ad una conclusione: i dischi del tastierista romano o li ami o li odi. Mi metto senza dubbio nella prima categoria, anche se onestamente devo ammettere che l’originalità non è il punto forte della sua produzione. Quando però ti trovi in macchina con amici, lontani nell’ascolto da questo genere musicale, ma che ti chiedono di rimettere determinati pezzi, capisci che ti trovi di fronte a due possibilità: o ammorbarli con tutte le influenze che il gruppo che hai proposto rivela o fregartene e risentire insieme i brani che gli sono piaciuti. Con i dischi di Doracor mi capita spesso questa situazione. Ho constatato che la musica proposta, anche nella sua semplicità (che non è sinonimo di povertà di idee) è apprezzata anche da chi non è avvezzo a determinate sonorità. Parliamo quindi di questa sesta produzione che esce ancora una volta per la Mellow Records. Se si potesse visualizzare graficamente tutti e sei i lavori, e mettendo come cuspide "Transizione" (punto a mio parere ancora non superato di tutta la sua discografia), questo "Onirika" si troverebbe un gradino sotto. Siamo in ogni modo di fronte ad un bel lavoro, penalizzato (è oramai una costante, ma sembra che Corrado finalmente stia lavorando su questo frangente) dalla batteria campionata che contraddistingue ogni brano di questo cd. Prima di parlare dei brani che compongono questo sesto lavoro, è il caso di parlare dei personaggi che collaborano con Doracor. Elogio particolare quindi alla bellissima voce di Gianna Chillà che ci regala veramente belle emozioni nei brani nei quali è coinvolta, e di Milton Damia che è uno che la chitarra la sa suonare veramente bene e che, nei brani vocali dove è chiamato in causa, mostra anche una discreta voce. Il progressive di matrice sinfonica, improntato sulle tastiere, dei progetti di Doracor, non fa gridare al miracolo ma è godibile almeno per i miei gusti. "Onirika" è formato da 4 composizioni: "Eden", la title track, "Il giardino di pietra" e "Dimensione 4". Le linee melodiche sono come sempre i punti forti dei lavori del tastierista e tutte le 4 composizioni del cd hanno poche cadute di stile.
Potremmo muovere qualche appunto sui testi che secondo me sono meno coinvolgenti (e anche più slegati rispetto alla musica) paragonati a quelli presenti nei precedenti lavori del Sardella, ma vorrebbe dire cercare il pelo nell’uovo perché comunque si rimane più colpiti dalle trame musicali ordite con la tastiera. Ad un neofita della musica di Doracor direi senz’altro di cominciare ad avvicinarsi alla sua musica con "Transizione", chi invece ha già apprezzato le doti melodiche del tastierista non rimarrà deluso anche da questo lavoro.

Antonio Piacentini


Voici le sixième CD de cette formation italienne à la production régulière, depuis "The long pathway" paru en 1997. Anagramme du prénom du claviériste-bassiste-batteur-compositeur (ouf !) Corrado Sardella, ce groupe n'en était pas vraiment un étant donné les changements fréquents au fil des disques des autres musiciens présentés comme participants ou invités. Pourtant cette fois-ci quelque chose semble avoir changé. D'abord le fait que tous les musiciens, dont trois étaient déjà présents sur l'album précédent, sont enfin crédités comme membres à part entière. Et aussi l'impression d'une plus grande diversité musicale que par le passé, en partie due à l'introduction de deux nouveaux instruments, le saxophone et le violon. En effet, bien que Corrado Sardella soit toujours l'unique compositeur, ses claviers variés à la Tony Banks sont moins prédominants qu'auparavant et laissent la place à de beaux soli de guitare, à un chant en italien plus lyrique reposant sur un duo masculin-féminin, et aux interventions d'un saxophone conférant une touche jazzy et d'un violon mélancolique et discret. Les 5 morceaux, dont 4 suites d'une dizaine de minutes chacune, délivrent un progressif symphonique typiquement italien, très mélodique et ponctué d'intermèdes planants justifiant le titre de l'album. Il ne subsiste qu'un seul point faible, la batterie avec laquelle Corrado Sardella se contente d'assurer le minimum syndical. Sa musique ne pourrait que gagner à être rythmée par un batteur au jeu plus subtil. Doracor fait donc partie de la cohorte des groupes italiens récents comme Yleclipse, Narrow Pass et Conqueror qui, sans prétention mais avec talent, puisent dans le progressif des années 70 à dominante claviers façon Genesis. Et une fois n'est pas coutume chez Mellow Records, les illustrations du livret sont splendides!


Nouvel opus pour le prolifique DORACOR: le 6ème! Les albums se suivent et ne se ressemblent pas, puisque cette fois, le multi-instrumentiste est accompagné d’un vrai groupe, et sonne comme un vrai groupe : la musique est ainsi plus consistante, plus charpentée, mieux produite aussi, et s’apparente à un progressif italien sous perfusion Génesissienne. Jolis chants en italien, claviers à la Tony Banks (piano délicat, sons 70’s), bonne basse, on retrouve ici du CONQUEROR et du RANDONE pour rester dans les comparaison transalpine. Un bel album italien en définitive.


After listening to the wonderful Doracor albums Transizione (2001) and Evanescenze (2005) I was very curious to this new album from multi-instrumentalist Corrado Sardella and his band. Well, again Doracor managed to make a compelling album that is inspired by mid-Genesis (like the track Dimensione 4) but this time less obviously than in the past. The compositions sound melodic and alternating featuring lots of howling guitar runs and pleasant work on keyboards (from soft choir-Mellotron waves and mellow Fender Rhodes piano to fat synthesizers). I also enjoyed the wide range of instruments like saxophone, vibraphone and violin like in the titletrack. The vocal parts are sung by a male and female singer, especially the song Il Giardino Di Peitra contains a great performance by Gianna Chilla, blended with biting electric guitar, very exciting! If you are up to compelling symphonic prog, this album is a tasteful and pleasant discovery.

Erik Neuteboom


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di GiĆ 
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute