Doracor Official Website | La vita che cade - Page 2

Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

In circa quattordici anni di carriera e con otto album pubblicati Corrado Sardella, in arte Doracor, può quasi certamente ritenersi soddisfatto dei risultati ottenuti con la sua musica. Ovviamente non stiamo parlando di grossi riscontri di vendita e orde di fan in delirio ma date le difficoltà che incontrano tante band a produrre un disco, che spesso rimane l’unica testimonianza della propria attività, la costanza dimostrata dal musicista romano durante questi anni, unita ad una generale buona qualità dei suoi lavori ed al supporto di un’etichetta che gli dà fiducia, è encomiabile. E così, dopo aver raggiunto l’apice compositivo (almeno per chi scrive) con “Lady Roma”, a distanza di tre anni ecco che “La vita che cade” torna a proporci il consueto tripudio di suoni digitali, melodia, sinfonismo, assoli di chitarra e synth, epici passaggi strumentali e testi permeati da una piacevole ingenuità.
Lo stile di Sardella è immutabile ma solido e senza compromessi, tale da garantirgli la classica definizione di artista che “si ama o si odia”, senza vie di mezzo. Se avete quindi apprezzato le precedenti prove discografiche a nome Doracor non rimarrete delusi da “La vita che cade”, che inizia con uno dei più bei brani scritti dal tastierista. “Settimo cielo” è un concentrato di estetica sardelliana: melodico, sovrabbondante, trascinante e intenso, un tripudio strumentale di synth sapientemente scritto e arrangiato in uno stile che deve molto a quello di Tony Banks. Molto bella anche “La vita che cade”, con il suo inizio malinconico, i passaggi melodici, la bella voce del fidato Milton Damia e la chitarra di Riccardo Mastantuono, che nel disco si occupa egregiamente di quasi tutte le parti di questo strumento, oltre che del violino. “Planet X” abbraccia territori prog-metal, ammorbidendoli per adattarsi al Doracor-sound, ma rappresenta comunque il brano più serrato e rockeggiante di tutto l’album. Dopo una tripletta iniziale di notevole valore, il resto del disco si rilassa nella pura melodia di “Dentro il tuo mondo” e “Ritmami il respiro”, che pagano il pegno alle influenze cantautoriali di Sardella, mentre “Una goccia d’acqua”, pur con una costruzione complessa e ritmata, denota un incedere leggermente anonimo. Il lungo strumentale “Inanna” riesce a riscattarsi, anche se non arriva alle vette iniziali, proprio come “Nel silenzio del tempo”, che combina egregiamente atmosfera e melodia, e “Lentamente”, che guida l’album in un lungo crescendo enfatico verso la chiusura.
“La vita che cade” è a mio avviso, nel complesso, un gradino sotto il precedente “Lady Roma”, ma è alla pari con esso in alcuni episodi, primo fra tutti l’iniziale “Settimo cielo”, che da solo vale quasi l’acquisto dell’intero disco. Il lavoro compiuto da Doracor è in ogni caso ottimo, molto professionale e curato, con una scelta dei suoni scrupolosa, suddivisa tra i molteplici timbri delle tastiere e quelli occasionali di sassofono e violino. I tanti ospiti presenti contribuiscono a rendere viva la musica anche per quanto riguarda la sezione ritmica, la cui artificiosità era uno dei difetti principali degli album di Sardella sino ad “Onirika”.
Ancora una volta le capacità compositive, la perizia strumentale, la cura negli arrangiamenti e nei suoni, sono i segni distintivi della musica del tastierista romano. Mancano novità evidenti, soprattutto a confronto del precedente lavoro, del quale questo nuovo album può sembrare una sorta di gemello musicale, ma questo non è necessariamente un difetto.

Nicola Sulas

 


La vita che cade (2011, 68-minutes, digipack) continues the string of great albums made this century by the Italian band Doracor. The music is again a mix of Genesis, romantic Italian prog, and IQ-style neo-prog, with melodic sax a nice touch on several songs. The Genesis influence is not retro or copyist as with The Watch but rather takes off from the Wind and Wuthering period, using vintage keyboard sounds but not ignoring more modern instruments, not trying to sound like a tribute band. The classic Italian prog comes in mostly via the warm Italian vocals. This is a superb, well-crafted album: majestic, romantic, and stirring. You can find several songs on YouTube, start here. See our Italian page for many more Doracor CDs and more info.


イタリア屈指のスケールを放つシンフォニック・ロック・バンドへ熟した彼らの2011年作。炸裂するエモーショナルなシンセとギターソロをこれでもかとフィーチャーし、幽幻なメロトロンやクラシカルなピアノを絡め、ジェネシス系をベースにしながらもイタリアの眩しい光りに宵の翳りが織り成す壮大なコンセプト・アルバムを完成させた。ドラマチックな演奏にはテクニカルさが増し、プーやボッテガにも影響されたという伊語の甘い歌メロの美しさも特筆で、漂うロマンチックさは群を抜き、グレゴリアン・チャントやパイプ・オルガンも登場。前作に続き、シンフォ・ファン必聴! デジパック。 ITALY


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di Già
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute