Doracor Official Website | Evanescenze

Doracor Official Website

New Italian Progressive Rock

Ridendo e scherzando, Corrado Sardella giunge al quinto album col suo progetto denominato Doracor. E, parliamoci chiaro, non è affatto facile, specie negli ultimi tempi, raggiungere ben cinque produzioni discografiche nell'ambito del mercato prog italiano. Il tastierista romano si conferma valido artista nel presentare un rock sinfonico abbastanza altisonante e non si discosta tantissimo dagli elevati standard qualitativi raggiunti con il precedente lavoro Transizione, che resta comunque la sua opera migliore. Evanescenze è una lunga suite di quasi tre quarti d'ora, suddivisa in diciotto tracce che si susseguono senza soluzione di continuità, e che vede ovviamente in primissimo piano i tasti d'avorio di Sardella. Emerson e Wakeman gli ovvi punti di riferimento, con passaggi strumentali molto belli che non spingono mai verso l'autocompiacimento. Anzi, si può dire che rispetto al passato, un po' per la cura dei suoni (da segnalare anche una batteria elettronica meno fastidiosa), un po' per le scelte compositive, un po' per gli arrangiamenti, Sardella si pone con meno maestosità, puntando piuttosto su una dinamica sì sfarzosa, ma anche diretta a sensazioni coinvolgenti e al romanticismo. Emblematica, per questo, l'eleganza di fondo, caratterizzata dall'andamento lineare della suite, nella quale non si intravede la minima forzatura, dal feeling costante e mai ruffiano, dalle parti pianistiche che hanno un sapore classico e infondono un che di malinconico, nonché dalla buona interazione con le chitarre. Ci sono dischi di rock sinfonico con i quali è davvero facile fare presa sugli appassionati del genere, che possono andare sul sicuro, senza rimanere minimamente delusi, nell'acquisto. Evanescenze è sicuramente uno di questi.

Giuseppe Di Spirito "Peppeprog"


Doracor is de naam waaronder de Italiaanse toetsenist Corrado Sardella al geruime tijd albums op de markt brengt.  Evanescenze is al weer zijn vijfde. Toch kun je niet echt spreken van een soloproject, aangezien Sardella de hulp heeft ingeroepen van verschillende muzikanten.  Daaronder zijn niet minder dan vijf gitaristen.  Gelukkig spelen die niet allemaal tegelijk, dat zou een bak herrie opleveren van heb-ik-jou-daar. Dat gebeurt hier dus niet. Het geluid dat hier ontwikkeld wordt, is puur symfonisch. Het album is opgebouwd uit achttien korte tracks die in elkaar overlopen, waardoor het lijkt alsof je naar één song van 44 minuten luistert.  Er wordt instrumentaal geopend met enkele korte, vage en zweverige niemendalletjes.  Na enkele minuten wordt het aanmerkelijk beter. We krijgen melodieuze symfo voorgeschoteld die mij een beetje doet denken aan het Arcansiel van Marco Galletti. Een verschil is echter dat Doracor gebruik maakt van de moedertaal. Er wordt zeker niet slecht gezongen, maar wel op een typisch Italiaanse manier. Aan emotie ontbreekt het dus niet, aan zelfklevende melodieën wellicht wat meer.

Gelukkig blijft er ook ruimte genoeg over waarin Sardella zich kan manifesteren. Als drummer valt er misschien nog wel wat verbetering te boeken, maar met zijn hoofdinstrument kan hij duidelijk goed overweg. Het album staat dan ook bol van de fraaie toetsenpartijen, zowel begeleidend als smakelijk solerend. De gitaar wordt hierdoor echter niet verdrongen, zodat de muziek lekker in balans is.  Beluister het album wel als een geheel, songs eruit pikken en die afzonderlijk beoordelen werkt hier niet. Ze missen daarvoor te zeer een eigen identiteit en staan gewoonweg niet op zichzelf. Maar zolang het totaalbeeld intact wordt gelaten, is dit album absoluut niet verkeerd.  Heb je er geen bezwaar tegen als symfo traditioneel, melodieus, tam en ongecompliceerd is, dan zou deze Doracor wel eens iets voor je kunnen zijn.

Antonie Deelen


L'Artista

Doracor è l'anagramma di Corrado Sardella, simpaticissimo tastierista romano, che avvalendosi della collaborazione di ottimi musicisti crea la propria band, i Doracor appunto. Oltre a Sardella (autore di tutte le musiche nonchè bassista e batterista), troviamo Milton Damia (voce) e ben 4 chitarristi, Maurizio Pace, Nicola di Già, Roberto Franzò e Max Farina.

La Carriera

1997 : The Long Pathway
1998 : Segni Premonitori
1999 : Antiche Impressioni
2001 : Transizione
2005 : Evanescenze

Il Disco

Sardella ha curato l'incisione del Master (insieme a Di Già) e anche l'artwork della cover. Il disco è stato registrato a Roma al Noise Studio ed è stato interamente dedicato al padre di Corrado, Federico Sardella.

Intro

Brano strumentale.
Dopo alcuni effetti (tra cui il battito di un cuore), il brano sfuma dolcemente introducendo al brano successivo...

Nostalgica Implosione

Brano strumentale.
Il dolcissimo piano con sottofondo di synths introduce soavemente a quelle che saranno le atmosfere che più volte si ascolteranno nel corso del lavoro. Ambientazioni quasi new-age introducono al prossimo brano...

Ascesi

Brano strumentale.
Finalmente il disco parte in modo ritmico con un dolcissimo assolo di chitarra che fà ritornare in mente alcune sonorità tipiche dei Marillion. Il brano sprizza solarità da ogni nota e già viene messo in evidenza il ruolo di Sardella che evita di recitare un ruolo da protagonista ma mette il suo bagaglio tecnico a servizio della melodia e della struttura compositiva.
Come inizio non c'è male.

Mio Padre mia Madre

Finalmente possiamo ascoltare la voce di Damia che risulta discretamente piacevole. Il cantante evita di scimmiottare i grandi vocalist e questo è già una dimostrazione di serietà e professionalità. Azzeccato il tappeto sonoro di Corrado. Piccola e fugace dimostrazione di amore per i genitori che piacevolmente coccola l'ascoltatore.

La Danza delle Ore

Brano strumentale.
L'arpeggio iniziale di synth che viene subito seguito dalla chitarra non può non far venire in mente sonorità tipiche dei Marillion, IQ e anche Pendragon.
L'aspetto che colpisce di più è il senso di quiete e allegria che pervade l'intero arrangiamento. La band dimostra di avere più che discrete capacità tecniche soprattutto nel riuscire a ricucire perfettamente i cambiamenti di tempo (e qui Sardella diventa protagonista) e a non far percepire quel senso di "slegato" che a volte affligge anche artisti ben più famosi e prestigiosi. Prestazione convincente.

Iridescenze

Brano strumentale.
Qui Sardella sembra non riuscire a liberarsi da rigidi schemi strutturali ma il brano è troppo breve per poter riuscire ad esprimersi compiutamente.

Prima di partire

Lenta ballata resa in modo ottimale da Damia. E' un continuo crescendo e rincorrersi su alte tonalità costruito sugli schemi più classici del neo-prog. La solarità la fà da padrona e la chitarra è usata in modo molto romantico. Le tastiere di Corrado contribuiscono a rendere ancor più sinfonica l'atmosfera...

Disincanto

Brano strumentale.
Prestazione pianistica di Sardella che vira verso evoluzioni di synth. Ancora una volta colpisce l'estremo e delicato senso di eleganza. Non c'è nessuna invenzione o spunto creativo originale ma il compito viene svolto più che diligentemente e con ottimi risultati.

Nero su Bianco

Stranamente l'atmosfera si fà crepuscolare. Eppure qui il disco assume una bellezza ancor più gradevole. Damia si dimostra davvero all'altezza delle situazione evitando accuratamente di sfociare nella recita fine a sè stessa e Corrado contribuisce attivamente a creare quel senso di elegante armonia sonora. Cristallina purezza.

Aurora

Brano strumentale.
I riferimenti al sound di "Misplaced Childhood" sono evidenti eppure è un piacere ascoltare la performance della band che sprizza positività e senso della melodia davvero convincenti.

Affreschi di Tempo

Brano strumentale.
Ci si addentra in atmosfere più classicheggianti. Un raffinato senso di malcelata malinconia sembra accarezzare il brano creando un atmosfera che fà ritornare vecchie sensazioni di tanti e tanti anni fà (PFM, Le Orme, Banco).

Palla di Legno

Probabilmente il pezzo che strutturalmente si avvicina di più alla forma di "canzone". Damia ha sempre una timbrica abbastanza pulita che ben si amalgama con la melodia creata da Sardella. Ma davvero Corrado ha una testa di legno?
Il suo lavoro sembra smentirlo clamorosamente! Le idee non sono affatto originali ma la professionalità e l'amore per il Prog traspare a chiare lettere.

L'Eterna Visione

Nonostante l'intro sia sinfonica al punto giusto manca quel "passaggio" ad effetto che in poche decine di secondi può permettere di elevare il pezzo da una sufficienza risicata ad una promozione a pieni voti. Probabilmente il brano meno incisivo del disco.

Fragile Quiete

Brano strumentale.
Atmosfere tastieristiche di breve durata che ricordano sonorità new-age. Senza infamia e senza lode.

Vortice

Brano strumentale.
Praticamente un intermezzo strumentale ma dalla ritmica decisa e convincente. Meglio del pezzo precedente.

Il Futuro Sognato

Brano strumentale.
Anche qui come in "Fragile Quiete", Sardella sembra perdere di vista il sentiero sonoro da percorrere. Si gira e rigira su atmosfere che iniziano a dare un senso di deja-vu all'ascoltatore. Occorre cambiare registro altrimenti la noia inizierà a farsi sentire...

L'Inizio e la Fine (Parte I)

...e in effetti le cose sembrano mutare. Si ritorna a parti vocali che riescono a variare in modo "marillioniano" il sound che negli ultimi brani era diventato alquanto statico. Nella parte centrale finalmente s'inizia ad intravedere il Sardella più funambolico e trascinante e la cavalcata sinfonica non si ferma più...
Forse la parte più bella di tutto il lavoro.

L'Inizio e la Fine (Parte II)

Riprendendo le sonorità del brano precedente, Damia conclude questo viaggio interiore in un punto di confine e di arrivo tra l'inizio e la fine di un ricordo, di un sogno o di una vita non vissuta. Degna conclusione da parte di Sardella di un lavoro certamente gradevole.

GIUDIZIO GLOBALE

Quinto disco per questo tastierista romano dalle più che discrete capacità tecniche e compositive.
Il disco è un susseguirsi di brevi "affreschi" sonori (la durata media di un brano è spesso inferiore ai 3 minuti) che se da un lato permettono una veloce alternanza di stati emotivi, dall'altra spesso la durata breve non permette agli stessi (i pezzi) di evolversi compiutamente. Certamente si tratterà di una scelta ponderata dell'artista che può essere o no condivisa. Peccato per una incisione che non permette di apprezzare al meglio il lavoro svolto dai chitarristi (gamma alta troppo in evidenza) e che, a volte, disallinea confusamente i piani sonori dei vari strumenti (tastiere e basso in primis). A chi ama il sound dolce dei Marillion, IQ, Pendragon e bands simili troverà in questo lavoro musica per le proprie orecchie.
Da ascoltare senza pregiudizi perchè l'originalità delle soluzioni musicali non appartiene a questo lavoro ma ciò non toglie che si tratta sempre di ottima musica fatta con sincera passione e competenza.

Fabrizio Catalano


5作目となる05年新作。マルチ・プレイヤーによるCORRADO SARDELLAの1人シンフォ作風から、前作にてメンバーを加えバンド指向の音へ。本作ではそれがさらに推し進められ、遂に6人編成のバンド、 DORACORとなった。イタリアのロマンチックな叙情を貯えながら、どこか南米シンフォ、特にブラジルのAPOCALYPSEを思わせるようなメローでかつドラマチックなサウンドを展開。なので、自然とELOY FRITSCHの新作ソロにも近い。伝統的なイタリアン・ヴォーカル、優美なギターも今回のポイント。単純に愉しめる上出来です


  • Doracor at Wikipedia
  • Red Canzian Official Website
  • Ian Mosley at Marillion.com
    • Doracor

    Discography

    Passioni postmoderne di un musicista errante (2016) - AMS 274

    La vita che cade (2011) - MMP 522

    Lady Roma (2008) - MMP 504

    Onirika (2007) - MMP 495

    Evanescenze (2005) - MMP 483

    Transizione (2001) - MMP 408

    Antiche impressioni (1999) - MMP 368

    Segni premonitori (1998) - MMP 348

    The long pathway (1997) - MMP 332

    Wanderlust (1995/1996 - unrel. demo)

     


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    Show results



    Corrado Sardella
    Keyboards, Synthesizers

    Red Canzian
    Fretless Bass

    Kostas Milonas

    Drums

    Roberto Tiranti
    Vocals

    Alessandro Corvaglia
    Vocals

    Riccardo Mastantuono
    Guitars

    Maurizio Testani
    Bass

    Patrizio Destriere
    Sax

    Milton Damia
    Vocals, Guitars

    Jacky Man
    Bass

    Mike Wilbury
    Guitars

    Nicola Di Già
    Guitars

    Mimmo Picco
    Guitars

    Andrea Pavoni
    Keyboards

    Mario Barletta
    Trumpet

    Ian Beabout
    Transverse Flute